La "Casa Socio-Sanitaria"

L'edificio che ospiterà la Casa Socio Sanitaria avrà una superficie di circa mille metri quadrati e sarà dedicato alla prima accoglienza degli ospiti; la forma della costruzione avvolge il visitatore in un abbraccio costituito da 12 portici ripartiti in 2 braccia simmetriche che volgono verso lo splendido mare di Tropea. La Casa proietterà all’esterno anche due rampe di scale semicircolari che porteranno le persone al primo piano, elemento centrale della costruzione, ove sono previsti: un soggiorno, una cucina capiente, un’ampia sala da pranzo e tre camere da letto con relativi servizi, destinate prevalentemente agli operatori. 
Come prima connotazione la Casa Socio Sanitaria avrà un alto contenuto umanitario, saranno pertanto attivati programmi assistenziali adeguati alle esigenze e ai desideri dei bambini, colpiti da malattie, e dei loro familiari. 
Il piano terra sarà integralmente dedicato alle funzioni di prima accoglienza e si realizzeranno tre ambulatori di diagnostica preliminare, con relativi servizi. 
Ci sarà una Cappella e una sala riunioni, che dovrà accogliere tutta l’organizzazione delle operazioni legate alla pianificazione dell'intera Cittadella di Padre Pio. Al secondo piano, sottotetto, sono previste altre nove camere da letto. Le stanze disporranno differentemente di uno, due, o tre posti letto e saranno destinate prevalentemente ai primi ospiti. La pianta dell’edificio è rettangolare, ma nasce con un interno piuttosto articolato nelle linee (seppure semplice nella disposizione), quasi casualmente, per la ricerca della volumetria necessaria. Nonostante si avesse a disposizione soltanto una modesta metratura residua, incrementata grazie alla recente legislazione del “piano casa” della Regione Calabria, unita a quella dell’edificio agricolo preesistente questa prima costruzione si è potuta caratterizzare con una “dimensione congrua”, ottenendo un effetto dimensionale equilibrato “scavandolo” all'interno: cioè “rubando volumetria” al centro, per trasferirla nei sui prospetti esterni, dilatandoli sino ai 21 metri.

L'ellisse aperto

All'interno vi sarà uno spazio aperto ellittico, fonte di collegamento continuo tra gli ambienti interni e l'atmosfera: aria, acqua, luce e vegetazione, che determinano il microclima straordinario di questo luogo, nella Contrada Vento, affinché l'ammalato possa ricevere le cure anche attraverso elementi naturali come la luce, l'aria e le piante. Tutti i locali affaccianti all'interno saranno vetrati e potranno godere di luce ed aria, pur rimanendo in comunicazione con il suolo del piano campagna. Al centro dello spazio aperto, ci sarà un pozzo, che genererà quattro specchi d'acqua, che alimenteranno le piante autoctone che potranno arrampicare lungo i colonnati, cercando la luce.

La Madonna di Fatima e Padre Pio

L'edificio sarà sormontato da una statua della Madonna di Fatima, con in capo una corona contornata da 12 stelle sulla cui sommità ci sarà la Croce di Cristo. Per ispirazione, Irene ha dedicato il Progetto della Calabria alla Madonna di Fatima nel secondo centenario della Sua apparizione (la prima apparizione risale al 13 maggio 1917). 
Le due scale semicircolari invece accoglieranno, al loro interno in basso, la statua bronzea di Padre Pio accogliente, posta su una roccia nell'acqua. L'acqua sarà il vero catalizzatore fra tutti gli edifici della Cittadella di Padre Pio e la sorgente posta a nord del terreno, alimenterà i vari corsi fornendo a tutti gli edifici la quantità necessaria.

L'uso innovativo delle tecnologie evolute e il rispetto ambientale

L'intero sviluppo della Cittadella dovrà essere organizzato e progettato con l'uso delle tecnologie innovative di cui si dispone. Si tratterà sostanzialmente di giungere all'autosufficienza energetica, di produzione del calore, del trattamento delle acque e del trattamento dei fluidi di scarico.
L'Amministrazione di Drapia oggi non sarebbe in grado di fornire i collegamenti alle reti, pertanto questa sfida sarà cardine di tutta la progettazione tecnologica.
Si tratterà di applicare gran parte di quanto ricercato e sperimentato, in particolare dal laboratorio di ricerca, con il supporto delle aziende e delle professionalità che dovranno aderire al chiaro protocollo etico di studio sul quale il progetto è basato sin dalla nascita.
Contribuiranno alla realizzazione dell'opera, oltre all'architetto Luciano Messina, il quale è anche coordinatore del Comitato tecnico dell'Associazione:
  • la Dottoressa Marcella Marletta, Direttore Generale del Ministero della Salute e Direttore Scientifico della Associazione dei Discepoli, in qualità di volontaria
  • la Romi Plast e Building in the World, della Famiglia Calzoni di Tavernelle di Panicale (Perugia), che si occupa del recupero, selezione e nobilitazione di materiali plastici di scarto e della loro lavorazione in conglomerati, con prestazioni termo-acustiche efficientissime, una tecnologia coperta da brevetto esclusivo
  • il geometra Antonio Covello, energy-manager ed inventore, il quale è detentore di tecnologie innovative esclusive, coperte da brevetti e certificazioni, relativamente all'ottimizzazione energetica dei sistemi, di produzione del calore e trattamento delle acque in modo assolutamente naturali
  • il dottor Armando Gariboldi, agrotecnico e giornalista, esperto del settore ambientale in particolare per quanto attiene il mondo della ricerca, spiritualità, analisi e di quella particolare progettazione biologica, detta "sottile"